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FISM / News article
Risoluzione 4: Su Lavoro delle Donne e Globalizzazione
Presentata da: Comitato delle donne al Congresso della FISM 2005

PRESO ATTO CHE

La globalizzazione e l’intensificazione della concorrenza a livello internazionale erodono continuamente i diritti e le condizioni dei lavoratori.

La mobilità delle imprese non era mai stata così alta: quando i lavoratori si organizzano, e i salari aumentano, le imprese si spostano altrove a cercare manodopera più a basso costo, e questo sempre più frequentemente significa manodopera femminile. Per le imprese, la manodopera femminile significa forza lavoro flessibile, a basso costo e non sindacalizzata, che può essere utilizzata a proprio piacimento.

Le donne rappresentano fino al 90% dei 27 milioni di lavoratori nelle Zone Franche di Esportazione, dove le condizioni di lavoro sono le peggiori di tutte. Le donne che lavorano in queste zone possono andare incontro a test di gravidanza obbligatori, molestie sessuali, condizioni ambientali e sanitarie malsane, lavoro ripetitivo e spesso nocivo, ed estrema insicurezza del posto di lavoro.

L’occupazione delle donne nel contesto della globalizzazione è precaria. Milioni di giovani donne in tutto il mondo vengono assunte a salari bassissimi, solo per essere poi licenziate non appena si sposano o mettono su famiglia. I posti di lavoro delle donne sono i primi a essere tagliati, e le lavoratrici spesso vengono costrette ad accettare modi ancor più marginali, e potenzialmente pericolosi, per guadagnarsi da vivere, oppure ad emigrare in cerca di lavoro.

In generale, il modello occupazionale delle donne non è quasi mai un lavoro a tempo pieno per tutta la vita, ma un lavoro sporadico, con contratti a termine, lavoro interinale, in appalto o part-time. La disparità salariale fra uomini e donne è in aumento, e anche la divisione del lavoro in base al sesso, che confina le donne in mansioni meno professionalizzate e con uno status inferiore.

Per guadagnarsi da vivere, le donne devono lavorare di più e più a lungo; nel contempo però non sono diminuite le loro responsabilità in materia di lavoro domestico. I costi sociali che ne conseguono non ricadono solo sulle famiglie delle donne, ma sull’insieme della società.

L’impatto della globalizzazione è piú acuto per le donne che subiscono anche discriminazione razziale.

RIAFFERMANDO CHE

Le lotte delle donne contro l’ingiustizia sociale, la violenza e la guerra e contro le diseguaglianze all’interno dei paesi e fra Nord e Sud, sono essenziali all’impegno della FISM per la costruzione di alternative alla globalizzazione

Nonostante l’impatto più che evidente della globalizzazione sulle lavoratrici, i dibattiti sulla globalizzazione, anche all’interno del sindacato, in genere non tengono conto degli interessi specifici delle donne.

Le condizioni del lavoro femminile nel contesto della globalizzazione rappresentano un’enorme sfida per il lavoro di organizzazione sindacale.

La precarietà e instabilità che caratterizzano i modelli di lavoro delle donne si sta sempre di più estendendo anche agli uomini.

LE ORGANIZZAZIONI AFFILIATE SI IMPEGNANO A

Prendere posizione contro le forme di lavoro peggiori, che spesso sono le uniche cui le donne hanno accesso.

Raccogliere informazioni sulla divisione del lavoro fra i sessi e sulla parità salariale nei settori in cui operano, e utilizzare queste informazioni per garantire che le donne non vengano confinate nei lavori meno retribuiti e meno professionalizzati.

Utilizzare la contrattazione e l’attuazione degli Accordi Quadro Internazionali per promuovere i diritti delle done.

Lavorare insieme alle organizzazioni delle donne per sindacalizzare le lavoratrici nelle Zone Franche di Esportazione e negli altri ghetti della globalizzazione, affrontare i problemi che le riguardano, e riuscire infine a migliorare le loro condizioni di lavoro.

[Jun 14, 2005] JN

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